Ph©Luigi Siclari IL TORCHIO | torchiodipalanzo

IL TORCHIO

A testimonianza della vita agricola del passato esiste a Palanzo un torchio monumentale per le vinacce, che risale al 1572 ma ancora perfettamente funzionante. Il torchio viene messo in funzione per l’annuale sagra che si tiene la prima domenica di ottobre. Il torchio è un monumento nazionale.

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La trave di castagno è stata ricavata da un albero abbattuto sul posto o nelle vicinanze, sopra il quale è stato eretto l’attuale rustico di proprietà  comunale, le sue dimensioni ed il suo enorme peso avrebbe reso molto difficoltoso un lungo tragitto.
Questo fa pensare che il torchio sia stato una delle prime cose costruite a Palanzo, le strette vie del paese non avrebbero permesso il passaggio dell’enorme tronco.

Le mura che racchiudono il torchio si distinguono dalle altre per il sasso a vista posato quasi a secco, le aperture in facciate prive di finestre e per una vecchia porta in castagno chiusa semplicemente da un antico chiavistello di ferro. Basta farlo scorrere che la porta si apre scoprendo all’interno il gigante addormentato, il torchio.
Insieme alla macina di granito che si trova nello stesso edificio, il torchio veniva utilizzato anche per la schiacciatura e la spremitura delle noci dalle quali si ricavava olio e, dai resti dei gusci, il pannello per le bestie. L’ennesima dimostrazione di come l’economia rurale non lasciasse spazio allo spreco.
Oggi come all’ora chiunque può entrare e uscire da questo spazio, non esiste custode né serratura che impedisca l’accesso. Tutto è rimasto come 500 anni fa: uno spazio sociale che custodiva uno strumento pubblico, costruito per la comunità  e usato a turno da tutte le famiglie del paese.

Caratteristiche tecniche
L’altezza di tutto l’impianto è di 3,8 metri, la struttura è composta da un’enorme trave in legno di castagno della lunghezza di 12 metri e dalla circonferenza di 3 metri, imperniata da un lato su una vite senza fine, alta più di 5 metri e scolpita a mano da un unico tronco di noce e appoggiante su una grande pietra circolare di granito del peso di 3 quintali che fa da contrappeso. Dall’altro lato il tronco è retto da un’incastellatura che è la pressa del torchio che esercita fino a 20 tonnellate sulla grande vasca di granito

Il funzionamento
Il funzionamento di questa macchina è semplicissimo: alla base della vite senza fine sono incastrati quattro bastoni rotondi che altro non sono che leve su cui le donne spingevano per far girare la vite che fa abbassare l’enorme tronco sulla pressa finale.

Da una prima pigiatura dei grappoli d’uva schiacciati con i piedi e lasciati a macerare per qualche giorno si ottenevano le vinacce (la procedura formava un vino aspro e sapido chiamato “bruschett”). Queste venivano sistemate tra due robusti tavolati di legno posti sul grande piano di granito su cui è incisa la data 1572, quindi il tutto spessorato con travetti, i cosiddetti “dormioni” e “suat”, atti a formare il castello di carico; altre travi venivano inserite tra i montanti terminali per aumentare il carico della leva che moltiplicava enormemente la forza umana.
Finalmente, attraverso la bocchetta di scarico, il mosto prodotto dalla torchiatura andava a riempire i tini.

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THE PRESSWINE
As evidence of the agricultural life of the past exists Palanzo a press monumental for marc, which dates from 1572 but still fully functional.
The press is operated for the annual festival held on the first Sunday in October. The press is a national monument.

The beam chestnut was made from a tree felled on site or nearby, on which was erected the present country of communal property, its size and its enormous weight would make it very difficult to travel a long way.
This suggests that the press has been one of the first things built in Palanzo, the narrow streets of the town would not allow the passage of the huge trunk.
The walls that enclose the press are distinguished from the others by the exposed stone laid almost dry openings in facades without windows and door in an old chestnut closed simply by an old iron bolt. Just slide the door opens revealing inside the giant fell asleep, the press.
Along with granite millstone that is in the same building, the press was also used for the crushing and pressing of the nuts (in small vat between the two anterior pillars) from which oil was extracted, and the remains of shells, the panel the beasts. The latest demonstration of how the rural economy left no room for waste.
Today, as the time anyone can get in and out of this space, there is no guardian or lock which prevents access. Everything is as it was 500 years ago: a social space which housed a public instrument, built for the community and used in turn by all households in the country.

Specifications
The height of the entire plant is of 3.8 meters, the structure is composed of an enormous beam chestnut wood with a length of 12 meters and from the circumference of 3 meters, pivoted on one side of a worm screw, more than 5 meters high and hand carved from a single trunk of walnut (more resistant chestnut) and Backing onto a large circular stone of granite weighing 3 tons that serves as a counterweight. On the other hand the trunk is supported by a frame that is the press that the press exerts up to 20 tons on the large granite basin.

The operation
The operation of this machine is very simple: at the base of the worm are stuck four sticks round which are nothing but levers on which women pushed to turn the screw that lowers the huge trunk on the final press.
The skins which were obtained from a first pressing of the grapes crushed with your feet and then left to soak for a few days. The procedure formed a savory sour wine called “bruschett”
The great plan of granite, on which is inscribed the date 1572, were placed the remaining dregs placed between two solid planks of wood, the upper thickened with small beams, the so-called “dormioni” and “suat” capable of forming the castle load other beams were inserted between the uprights to increase the load terminals of the lever which multiplied enormously human strength,
then through the discharge nozzle produced by pressing the monster was going to fill the vats.

See a virtual tour 360° made by Danilo Bassani